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XENTRIX “Allied With The Enemy” (Recensione)

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Full-length, Listenable Records  (2026) Ci sono band che, nonostante gli anni passino e le mode musicali cambino continuamente, hanno ancora parecchie cartucce da sparare. Gli Xentrix appartengono sicuramente a questa categoria. I veterani britannici del thrash metal tornano con “Allied With The Enemy”, un nuovo lavoro che dimostra come la vecchia scuola sappia ancora dire la sua, soprattutto quando a imbracciare gli strumenti ci sono musicisti che questo genere lo conoscono davvero. Niente compromessi e nessuna voglia di vivere di nostalgia: qui si viene per suonare duro e lasciare parlare le chitarre! Nati a Preston nel 1984, gli Xentrix sono stati tra i protagonisti della scena thrash britannica degli anni Ottanta, conquistando un posto di rilievo grazie ad album come “Shattered Existence” e “For Whose Advantage?”. Dopo anni caratterizzati da cambi di formazione e interruzioni, il gruppo è tornato progressivamente a farsi sentire, pubblicando “Bury The Pain” e successivamente “S...

SFREGIO "Non Credo" (Recensione)

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Full-length, Nadir Music (2026) Gli Sfregio hanno un talento particolare: prendere un argomento capace di far saltare i nervi a metà del pubblico e trasformarlo in carburante per il proprio thrash’n’roll. Con "Non Credo", sesto capitolo di una carriera iniziata nel 2008, la formazione genovese allarga il raggio d’azione e mette nel mirino il mondo delle credenze, delle autorità morali e delle verità confezionate per essere accettate senza troppe domande. Il titolo è già una dichiarazione d’intenti, ma sarebbe un errore interpretarlo come una semplice professione di ateismo: il bersaglio è soprattutto chi pretende di stabilire ciò che gli altri devono pensare, venerare o considerare intoccabile. Naturalmente, gli Sfregio affrontano la questione con la delicatezza di un amplificatore lanciato giù dalle scale. La volgarità rimane parte integrante del loro vocabolario, l’irriverenza non viene messa in quarantena e il gusto per la provocazione continua a essere una componente esse...

LEPER DIVINE "Ascension of Plagued Souls" (Recensione)

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Full-length, Broken Bones Promotion & Productions (2026) Con "Ascension of Plagued Souls" Tregor Russo debutta con il progetto Leper Divine, proponendo un disco che mescola death metal melodico, progressive e passaggi più tecnici. L’intento è chiaro: andare oltre le soluzioni più classiche del genere, cercando un suono personale attraverso riff articolati, cambi di ritmo e atmosfere cupe. Un progetto ambizioso, che mostra diversi spunti interessanti, ma anche qualche limite nella scrittura e nella resa complessiva. Le chitarre sono sicuramente uno degli elementi migliori del lavoro. I riff hanno peso e non mancano momenti in cui le melodie riescono a dare maggiore profondità ai brani. Si percepisce la voglia di non ripetere sempre le stesse formule e di inserire soluzioni meno prevedibili. Il problema è che questa ricerca non sempre porta a risultati convincenti: alcuni pezzi cambiano direzione troppo spesso, accumulando idee senza riuscire a legarle in modo naturale. In ...

WHATAFUCK "All My Faces" (Recensione)

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Full-length, Independent (2026) Quando ho ascoltato per la prima volta “All My Faces” non sapevo bene cosa aspettarmi. Avevo incrociato i due singoli che hanno anticipato il disco, ma poco altro. Poi è arrivato “Never Give Up” e ho capito che non era un album da ascoltare distrattamente: riff, groove e voce entrano subito in testa con un’urgenza quasi fisica. Con “Kiss Of Keratis” il registro cambia. È più pesante, moderno, costruito sul groove. Ed è qui che ho iniziato a capire davvero la direzione dei Whatafuck: un metal che mescola elementi urban, industrial e melodici senza preoccuparsi troppo delle etichette. Ascoltati dentro l’album, i due singoli diventano due facce dello stesso progetto: “Never Give Up” è quella più immediata, “Kiss Of Keratis” quella più scura e muscolare. E il titolo “All My Faces” sembra quasi riassumere proprio questa voglia di cambiare pelle senza perdere identità. A tenere insieme tutto c’è Davide Giorgi, che ha realizzato interamente il disco. Una scelta...

DARKHOLD "Centuries of Purgatory" (Recensione)

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Full-length, Nadir Music (2026) Con "Centuries of Purgatory" i Darkhold confermano di avere una buona dimestichezza con il linguaggio del thrash metal, proponendo un lavoro energico, compatto e costruito con evidente cura. La band italiana non sembra però interessata a rivoluzionare il genere, quanto piuttosto a muoversi all'interno di coordinate consolidate, cercando di valorizzarle attraverso una propria interpretazione. Rispetto al passato si avverte una maggiore attenzione alla componente oscura e alle tematiche legate alla natura umana, mentre il songwriting appare più ragionato. Questa crescita è sicuramente positiva, anche se non tutti i brani raggiungono lo stesso livello di efficacia. In alcuni momenti l'album sembra infatti procedere secondo schemi abbastanza prevedibili, lasciando l'impressione che i Darkhold avrebbero potuto spingersi un po' oltre. Il punto di forza rimane senza dubbio la componente strumentale. Le chitarre sono protagoniste, con r...

INFECTION CODE "De Reptilium Arcanis" (Recensione)

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Full-length, Nadir Music (2026) Gli Infection Code continuano a dimostrare di essere una delle realtà più solide e prolifiche del metal estremo italiano. "De Reptilium Arcanis" conferma il percorso intrapreso negli ultimi lavori: un death/thrash muscolare, arricchito da inserti industrial, suonato con precisione chirurgica e sostenuto da una produzione potente e nitida. È un disco breve, intenso e senza riempitivi, capace di colpire fin dal primo ascolto grazie a un songwriting compatto e a una notevole cura degli arrangiamenti. Proprio questa compattezza, però, rappresenta anche il principale limite del lavoro. I sei brani scorrono con efficacia, ma lasciano la sensazione che la band giochi spesso sul terreno che ormai conosce alla perfezione, senza prendersi il rischio di spingersi davvero oltre. La violenza sonora è impeccabile, ma a tratti diventa prevedibile: i riff funzionano, la sezione ritmica macina con autorità, eppure manca quel momento capace di sorprendere davver...

AZRATH-11 "Kenòs" (Recensione)

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Full-length, Northern Darkness Records (2026) Gli Azrath-11 tornano dopo oltre dieci anni dall'ultimo album con un disco che non cerca di seguire le mode, ma rimane fedele alla propria idea di metal estremo. "Kenòs" è un lavoro che unisce death e black metal con atmosfere oscure e un forte interesse per la mitologia sumera e l'esoterismo, elementi che accompagnano tutto l'ascolto senza risultare forzati. Fin dalle prime note di "Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm" è chiaro che la band vuole colpire con un suono potente e ricco di atmosfera. I riff sono il vero cuore del disco: alternano momenti veloci ad altri più pesanti e solenni, costruendo un clima cupo che resta costante dall'inizio alla fine. La batteria sostiene ogni brano con precisione, mentre le chitarre si muovono tra passaggi aggressivi e melodie dal sapore antico, dando personalità al disco. Anche la voce svolge bene il suo compito, con un growl profondo che si inserisce perfettamente nelle a...

DICK VAN DER HEIJDE "Locked In" (Recensione)

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Full-length, Eigen Beheer Records  (2026) "Locked In" è un album di rock progressivo moderno che riesce a unire melodie coinvolgenti, arrangiamenti ricchi e un concept capace di accompagnare l'ascoltatore dall'inizio alla fine. Non è il classico disco prog costruito sul virtuosismo: qui contano soprattutto le atmosfere, le emozioni e la capacità di raccontare una storia. Le canzoni alternano momenti delicati ad altri più energici, mescolando rock progressivo, hard rock melodico, AOR e qualche sfumatura metal. Il risultato è un ascolto molto scorrevole, mai pesante, che riesce a mantenere alta l'attenzione grazie a una continua varietà di soluzioni. Le chitarre pulite sono spesso protagoniste, gli assoli sono eleganti senza diventare invadenti, mentre tastiere e arrangiamenti costruiscono un sound moderno ma sempre caldo. Per certi versi il disco ricorda alcune delle produzioni più accessibili di Arjen Lucassen, pur mantenendo una propria personalità. Le melodie ha...

DISCORDANCE "Viscere" (Recensione)

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Full-length, Great Dane Records (2026) I Discordance arrivano con "Viscere" in un momento chiave della loro storia. La band di Ferrara non è nuova a cambi di direzione: nata nel 2008 su coordinate brutal death metal, nel tempo ha progressivamente spostato il proprio baricentro verso una scrittura più ampia e strutturata, già evidente nei lavori "In The Shadow Of Leaves" e "Vertex". Questo nuovo EP conferma in modo netto quella traiettoria, ma lo fa con più consapevolezza e una identità ormai definita. "Viscere" non è un lavoro costruito per colpire al primo passaggio. È un EP che punta tutto sulla continuità del flusso sonoro e sulla coerenza interna. I brani sono scritti come un unico percorso, dove la distinzione tra parte strumentale e lirica tende a sfumare. L’uso esclusivo dell’italiano nei testi non è un dettaglio estetico: cambia completamente il modo in cui il materiale viene percepito, rendendo la componente vocale più diretta, più concr...

30 DENARI "Kindly Plotting For Riot" (Recensione)

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Full-length, My Kingdom Music (2026) Con “Kindly Plotting For Riot”, i 30 Denari mettono insieme un disco che evita con intelligenza una delle trappole più frequenti del post-punk contemporaneo: la nostalgia come esercizio estetico. Qui non c’è la posa da revival band né il bisogno di trasformare il disagio in un prodotto patinato. C’è piuttosto un lavoro che assorbe industrial, darkwave e tensione urbana per restituirli in una forma compatta, sporca e sorprendentemente fisica. L’impressione, fin dai primi brani, è quella di un album costruito più sulla pressione che sulla ricerca della perfezione. Tutto dentro “Kindly Plotting For Riot” sembra vivere in uno stato di attrito costante: le chitarre si muovono come lamiere piegate, la sezione ritmica spinge con andamento ossessivo e la voce alterna distacco e collasso senza mai cadere nella teatralità fine a sé stessa. È un equilibrio difficile, soprattutto in un genere che spesso confonde intensità con caricatura, ma i 30 Denari riescono...

AETHERNA "Evathor" (Recensione)

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Full-length, Volcano Records & Promotion (2025) “Evathor” segna il ritorno sulla scena degli Aetherna con un album ambizioso, intenso e profondamente introspettivo. Pubblicato tramite Volcano Records & Promotions, il disco rappresenta il secondo full-length della band dopo “Darkness Land” del 2019, confermando una crescita artistica evidente e una visione musicale sempre più definita. Fin dalle prime note della title track “Evathor”, la band trascina l’ascoltatore in un universo sonoro sospeso tra luci accecanti e ombre interiori, distopie moderne e ricerca spirituale. Il sound degli Aetherna unisce la potenza dell’heavy metal, le atmosfere evocative dell’alternative e la complessità dinamica del progressive, creando un equilibrio convincente tra impatto emotivo e tecnica compositiva. L’ingresso della vocalist Tamara Secci, entrata in formazione nel 2023, dona nuova personalità al progetto: la sua interpretazione attraversa con naturalezza momenti aggressivi, aperture melodiche...

THE MUGSHOTS "Gloomy, Eerie And Weird" (Recensione)

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Full-length, My Kingdom Music (2026) Dimentica le produzioni patinate e le mode usa e getta: qui siamo nel territorio giusto, quello dove il suono graffia, puzza di cantina e vive di ossessioni vere. I The Mugshots tornano con un lavoro che sembra arrivare direttamente da una bobina consumata passata di mano in mano tra fanzine fotocopiate e notti infinite. Questo disco non chiede attenzione: se la prende. È un concentrato di tensione, atmosfere cupe e collaborazioni che non sanno di operazione di marketing ma di culto condiviso. Gente che c’è, che ha vissuto certe sonorità sulla pelle. E si sente. Dentro ci trovi nomi che pesano davvero. Andy LaRocque spara un assolo su “The Nameless” che è puro metallo melodico filtrato da un incubo lucido. Sakis Tolis entra con un recitato che odora di rituale antico, portandosi dietro tutto il fascino oscuro della scena greca. E poi Enrico Ruggeri, presenza quasi surreale ma perfettamente a fuoco: quando il confine tra punk, dark e canzone d’autore...

CYRAX "Aeneis: Libri I–IV" (Recensione)

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EP, Broken Bones Promotion & Productions (2026) Aeneis: Libri I–IV dei Cyrax è un EP potente e originale che dimostra il talento e la creatività della band. Non si tratta del solito metal: qui si uniscono metal epico, progressive e sperimentazione in un mix capace di catturare l’attenzione dall’inizio alla fine. La band costruisce un vero viaggio musicale, dove momenti energici e aggressivi si alternano a passaggi più riflessivi e atmosferici. I brani più riusciti sono quelli dove la band lascia emergere il proprio estro creativo senza limiti. In particolare, “Liber I – Resurgere Troiae (Regna)” e “Liber III – Feror Exsul” mostrano grande energia, riff potenti, cambi di ritmo sorprendenti e un uso intelligente di tastiere e chitarre per creare un senso di movimento continuo. In questi momenti, l’ascoltatore viene completamente immerso nell’atmosfera epica e teatrale che i Cyrax vogliono trasmettere. Alcuni episodi, invece, risultano un po’ più brevi e diretti, come “Liber II – Infa...

ENTROPY "Dark Signs" (Recensione)

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Full-length, Metal Zone Italia (2025) Nel grande racconto dell’heavy metal italiano si tende sempre a citare i soliti monumenti, ma la verità è che la scena è stata tenuta in piedi anche da realtà più silenziose, meno celebrate e proprio per questo più resistenti. Gli Entropy rientrano perfettamente in questa categoria: una band che non ha mai giocato la partita della quantità, ma piuttosto quella della sopravvivenza. Perché diciamolo subito: prolifici non lo sono mai stati. In oltre trent’anni di attività, le uscite si contano sulle dita di una mano e i full-length sono pochissimi. Eppure Dark Signs non suona come un disco “ritardatario”, ma come qualcosa di voluto, ponderato, quasi trattenuto per anni prima di essere lasciato andare. Presentato come un album heavy metal, in realtà qui dentro c’è molto di più. È un heavy che guarda chiaramente agli anni ’90, a quella fase in cui band come Judas Priest, Annihilator, Vicious Rumors, Jag Panzer e Helstar spingevano sull’acceleratore cont...

PAVIC "Live To Thrive" (Recensione)

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Full-length, Independent (2026) Dalle strade di Roma al circuito europeo del rock, i Pavic hanno costruito negli anni un percorso coerente e determinato, guidati dalla visione del chitarrista e fondatore Marko Pavic. La loro cifra stilistica nasce dall’incontro fra la solidità del metal moderno e il respiro melodico del classic rock: riff poderosi, linee vocali incisive e una scrittura che punta tanto all’impatto quanto alla profondità emotiva. Attivi sin dalla metà degli anni Duemila, i Pavic si fanno notare con l’esordio Taste Some Liberty, impreziosito dalla voce di Chris Catena e da ospiti di caratura internazionale come Kee Marcello, Tony Franklin, Vitalij Kuprij e Daniel Flores. Il lavoro riceve consensi per la qualità esecutiva e per una scrittura capace di coniugare immediatezza e peso specifico. Il successivo Unconditioned, missato da Tobias Lindell e masterizzato da Dragan Tanaskovic, consolida la traiettoria della band, accentuando l’equilibrio fra tradizione e modernità. Ma...

THE IMPERFECTIONIST COLLECTIVE "Solitaire" (Recensione)

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Full-length, Independent (2025) Parlando degli The Imperfectionist Collective e del loro ultimo lavoro, Solitaire, ci troviamo di fronte a un progetto che rifiuta deliberatamente qualsiasi comfort zone stilistica. Non è un disco pensato per sedurre al primo ascolto, né per inseguire formule consolidate: è piuttosto un organismo in movimento, che muta forma traccia dopo traccia e invita l’ascoltatore a un coinvolgimento attivo, quasi meditativo. L’album si sviluppa come un racconto interiore. Le undici composizioni – per un totale di circa tre quarti d’ora – si muovono lungo coordinate che lambiscono il progressive rock contemporaneo, l’elettronica d’autore e suggestioni cinematografiche, ma senza mai aderire completamente a un genere definito. L’approccio è artigianale e stratificato: ogni brano sembra costruito per accumulo, con livelli sonori che si intrecciano lentamente fino a generare paesaggi densi, talvolta rarefatti, altre volte quasi opprimenti. Fin dall’apertura, l’album chia...

POWER BEYOND "From The Beginning To End" (Recensione)

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Full-length, Independent (2025) I Power Beyond, trio napoletano guidato da Bruno Masulli, si presentano con From The Beginning To End, un mini-album autoprodotto di quattro tracce che mette subito in evidenza le loro influenze derivanti dall’heavy metal americano e dal progressive metal anni ’90. La band, nata all’inizio del secolo ma rimasta pressoché inattiva fino al 2019, torna finalmente con forza sulla scena, consolidata dal ritorno del bassista Carmine Cuomo e da un percorso che include EP e singoli digitali. Questo lavoro raccoglie quei brani, ora completamente ri-registrati, mixati e rimasterizzati, pronti a mostrare il vero potenziale del gruppo. Nonostante la brevità del disco, le composizioni sono complesse e dinamiche. Le strutture dei brani sono poco lineari e articolate, con continui cambi di atmosfera che ricordano i primi Fates Warning, Poverty’s No Crime e Mystic-Force. L’apertura con la title-track è un chiaro esempio della loro capacità di fondere riff potenti e line...