AZRATH-11 "Kenòs" (Recensione)


Full-length, Northern Darkness Records
(2026)

Gli Azrath-11 tornano dopo oltre dieci anni dall'ultimo album con un disco che non cerca di seguire le mode, ma rimane fedele alla propria idea di metal estremo. "Kenòs" è un lavoro che unisce death e black metal con atmosfere oscure e un forte interesse per la mitologia sumera e l'esoterismo, elementi che accompagnano tutto l'ascolto senza risultare forzati.

Fin dalle prime note di "Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm" è chiaro che la band vuole colpire con un suono potente e ricco di atmosfera. I riff sono il vero cuore del disco: alternano momenti veloci ad altri più pesanti e solenni, costruendo un clima cupo che resta costante dall'inizio alla fine. La batteria sostiene ogni brano con precisione, mentre le chitarre si muovono tra passaggi aggressivi e melodie dal sapore antico, dando personalità al disco. Anche la voce svolge bene il suo compito, con un growl profondo che si inserisce perfettamente nelle atmosfere create dagli strumenti.

Uno dei momenti migliori è sicuramente "Hamarteia", arricchita dalla partecipazione di Karl Sanders dei Nile. Il suo contributo si integra perfettamente con il suono degli Azrath-11 e rende il brano ancora più intenso. La title track, invece, rallenta leggermente il ritmo e punta maggiormente sull'atmosfera, dimostrando che la band sa essere convincente anche quando abbassa la velocità. Interessante anche la versione orchestrale di "Imposing My Will", che offre una nuova lettura di un vecchio brano senza dare l'impressione di essere un semplice riempitivo.

La cosa che convince di più è la compattezza dell'album. I cinque brani sembrano far parte di un unico percorso e mantengono sempre alta la tensione, senza cali di ispirazione. La produzione è pulita ma conserva il giusto impatto, permettendo a ogni strumento di trovare il proprio spazio.

"Kenòs" non è un disco immediato e probabilmente richiederà più di un ascolto, soprattutto a chi non è abituato a questo tipo di sonorità. Chi invece apprezza il death e il black metal più oscuro troverà un lavoro costruito con cura, ricco di idee e capace di distinguersi senza bisogno di inseguire le tendenze del momento.

Gli Azrath-11 dimostrano di essere una realtà solida della scena estrema italiana e firmano un ritorno convincente, con un album che merita sicuramente attenzione.

Mirco Innocenti

Tracklist:
1. Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm
2. Hamarteia
3. Theoktonia
4. Imposing My Will (Orchestral version)
5. Kenòs

Line-up:
Antheres A.E. – Guitars, Vocals
Asmodevs D.D. – Drums, Keyboards
Dioskouroi D.F. – Bass
Enlil A.N. – Guitars 

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