Intervista ai DEATH DIES
In occasione dell’uscita di “Maledicti in Aeternvm”, abbiamo scambiato alcune battute con Demian De Saba per approfondire l’universo artistico dei Death Dies: tra mitologia, ritualità, introspezione e libertà interpretativa, emerge una visione autentica e profondamente radicata nella loro identità musicale. 1. Da dove nasce l'esigenza di inserire elementi mitologici nei vostri testi? Ciao e grazie per lo spazio che ci hai concesso. Diciamo che il cambiamento di tematiche, ma soprattutto di “stile” nel trattarle, è avvenuto già con l’entrata nella line-up del precedente cantante Viktor Flamel. Fino a quel momento dei testi me ne occupavo io ed erano piuttosto diretti, molto legati alla psicologia e a figure retoriche che attingevano dal quotidiano. Con Viktor prima e con Krom adesso, tutto ha acquistato uno spessore diverso, non necessariamente “migliore”, ma comunque più ricercato e collegato alla mitologia, proprio sulla scia degli studi e delle passioni dei due cantanti. Diventa ...