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INFECTION CODE "De Reptilium Arcanis" (Recensione)

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Full-length, Nadir Music (2026) Gli Infection Code continuano a dimostrare di essere una delle realtà più solide e prolifiche del metal estremo italiano. "De Reptilium Arcanis" conferma il percorso intrapreso negli ultimi lavori: un death/thrash muscolare, arricchito da inserti industrial, suonato con precisione chirurgica e sostenuto da una produzione potente e nitida. È un disco breve, intenso e senza riempitivi, capace di colpire fin dal primo ascolto grazie a un songwriting compatto e a una notevole cura degli arrangiamenti. Proprio questa compattezza, però, rappresenta anche il principale limite del lavoro. I sei brani scorrono con efficacia, ma lasciano la sensazione che la band giochi spesso sul terreno che ormai conosce alla perfezione, senza prendersi il rischio di spingersi davvero oltre. La violenza sonora è impeccabile, ma a tratti diventa prevedibile: i riff funzionano, la sezione ritmica macina con autorità, eppure manca quel momento capace di sorprendere davver...

Intervista a DICK VAN DER HEIJDE

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Nell'intervista concessa a noi di HardHeavyCore, Dick van der Heijde si concentra sugli aspetti più strettamente musicali e produttivi di Locked-In . Dalla costruzione del sound all'impiego dell'intelligenza artificiale come strumento creativo, fino alle influenze che hanno plasmato la sua visione artistica, il musicista olandese racconta come sia riuscito a trasformare un progetto profondamente personale in un album sorprendentemente ricco e variegato. Un dialogo che mette in luce non solo il ruolo della tecnologia, ma anche la sensibilità e l'esperienza di un autore che continua a guardare al rock progressivo come alla propria casa musicale. 1. Locked-In colpisce per l'elevata qualità della produzione. Quanto tempo hai dedicato alla ricerca del suono definitivo? Anch'io trovo la produzione davvero impressionante e posso dirlo con serenità, perché il 99% del merito è dell'intelligenza artificiale. Naturalmente avrei potuto modificarla e intervenire successi...

AZRATH-11 "Kenòs" (Recensione)

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Full-length, Northern Darkness Records (2026) Gli Azrath-11 tornano dopo oltre dieci anni dall'ultimo album con un disco che non cerca di seguire le mode, ma rimane fedele alla propria idea di metal estremo. "Kenòs" è un lavoro che unisce death e black metal con atmosfere oscure e un forte interesse per la mitologia sumera e l'esoterismo, elementi che accompagnano tutto l'ascolto senza risultare forzati. Fin dalle prime note di "Sepvlcretvm A Pelago Lambitvm" è chiaro che la band vuole colpire con un suono potente e ricco di atmosfera. I riff sono il vero cuore del disco: alternano momenti veloci ad altri più pesanti e solenni, costruendo un clima cupo che resta costante dall'inizio alla fine. La batteria sostiene ogni brano con precisione, mentre le chitarre si muovono tra passaggi aggressivi e melodie dal sapore antico, dando personalità al disco. Anche la voce svolge bene il suo compito, con un growl profondo che si inserisce perfettamente nelle a...

DICK VAN DER HEIJDE "Locked In" (Recensione)

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Full-length, Eigen Beheer Records  (2026) "Locked In" è un album di rock progressivo moderno che riesce a unire melodie coinvolgenti, arrangiamenti ricchi e un concept capace di accompagnare l'ascoltatore dall'inizio alla fine. Non è il classico disco prog costruito sul virtuosismo: qui contano soprattutto le atmosfere, le emozioni e la capacità di raccontare una storia. Le canzoni alternano momenti delicati ad altri più energici, mescolando rock progressivo, hard rock melodico, AOR e qualche sfumatura metal. Il risultato è un ascolto molto scorrevole, mai pesante, che riesce a mantenere alta l'attenzione grazie a una continua varietà di soluzioni. Le chitarre pulite sono spesso protagoniste, gli assoli sono eleganti senza diventare invadenti, mentre tastiere e arrangiamenti costruiscono un sound moderno ma sempre caldo. Per certi versi il disco ricorda alcune delle produzioni più accessibili di Arjen Lucassen, pur mantenendo una propria personalità. Le melodie ha...

Intervista agli ETHEREAL FLAMES

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Gli Ethereal Flames si raccontano in questa intervista approfondendo le radici del loro concept " Myths And Legends Of Our Land ", un lavoro profondamente legato al territorio marchigiano e alla tradizione popolare italiana. Tra atmosfere sinfoniche, riff di matrice heavy metal e un forte legame con la narrazione storica e folkloristica, la band ci guida dentro il processo creativo che ha dato vita al loro album d’esordio e anticipa alcuni dettagli sui lavori futuri. 1. "Myths And Legends Of Our Land" è un concept fortemente legato alle tradizioni marchigiane: da dove nasce questa idea? Ciao a tutti, "Myths And Legends Of Our Land" nasce da due nostre grandi passioni, la musica Metal e la nostra terra di origine. Per cui, quella di unirle quando abbiamo deciso di avviare il progetto ci è sembrata semplicemente la scelta più logica. 2. Quanto è stato importante valorizzare il patrimonio culturale della vostra terra attraverso il metal? Moltissimo, unire la ...

DISCORDANCE "Viscere" (Recensione)

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Full-length, Great Dane Records (2026) I Discordance arrivano con "Viscere" in un momento chiave della loro storia. La band di Ferrara non è nuova a cambi di direzione: nata nel 2008 su coordinate brutal death metal, nel tempo ha progressivamente spostato il proprio baricentro verso una scrittura più ampia e strutturata, già evidente nei lavori "In The Shadow Of Leaves" e "Vertex". Questo nuovo EP conferma in modo netto quella traiettoria, ma lo fa con più consapevolezza e una identità ormai definita. "Viscere" non è un lavoro costruito per colpire al primo passaggio. È un EP che punta tutto sulla continuità del flusso sonoro e sulla coerenza interna. I brani sono scritti come un unico percorso, dove la distinzione tra parte strumentale e lirica tende a sfumare. L’uso esclusivo dell’italiano nei testi non è un dettaglio estetico: cambia completamente il modo in cui il materiale viene percepito, rendendo la componente vocale più diretta, più concr...

CHROME SKY: pubblicato “Clouds”, il nuovo album per Ghost Record

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Disponibile, nei principali digital stores, il nuovo album dei Chrome Sky dal titolo “Clouds”. L’album, è inoltre disponibile anche negli stores della Ghost Record e della Crashsound Distribution. All’interno del nuovo album potrete ascoltare anche il singolo “Who Am I” di cui è stato realizzato il video. Chrome Sky è il risultato di una collaborazione decennale tra il poliedrico cantante e cantautore Paolo Miano e il creativo compositore/programmatore Mario Ferrarese, con l’obiettivo di creare un nuovo genere che fonde metal, industrial, trance, prog, goth e molte altre influenze in uno scenario unico e inesplorato, con la voce come unico elemento umano su uno sfondo strumentale interamente programmato (chitarre incluse). La musica di Chrome Sky ritrae la condizione esistenziale alienata dell’uomo contemporaneo con uno sguardo asettico e spietato, costringendo l’ascoltatore a confrontarsi con il magma delle pulsioni che ribollono nelle profondità dell’anima umana, dove la razionalità ...