Intervista ai DARKHOLD
Tra l'impatto fisico del live, la ricerca del riff giusto e una concezione della musica che va oltre il semplice ascolto, i Darkhold raccontano la propria identità senza compromessi. Al centro del loro approccio c'è una visione del metal vissuta come esperienza collettiva, fatta di partecipazione, intensità e immedesimazione, ma anche di attenzione alla struttura dei brani e ai temi che li attraversano. Partendo da " Centuries of Purgatory ", il cantante Claudio Facheris ripercorre il processo creativo della band, riflette sul rapporto tra tradizione e nuove generazioni e rivendica con convinzione la scelta di restare nell'underground. Senza rinunciare, però, a nuovi obiettivi e alla voglia di continuare a imparare, anche condividendo il palco con i propri miti. 1. Quanto conta per i Darkhold l'impatto fisico della musica, quello che si percepisce soprattutto dal vivo, rispetto alla sua componente più atmosferica? Conta tantissimo, direi che è lo scopo finale ...