Intervista a DICK VAN DER HEIJDE
Nell'intervista concessa a noi di HardHeavyCore, Dick van der Heijde si concentra sugli aspetti più strettamente musicali e produttivi di Locked-In . Dalla costruzione del sound all'impiego dell'intelligenza artificiale come strumento creativo, fino alle influenze che hanno plasmato la sua visione artistica, il musicista olandese racconta come sia riuscito a trasformare un progetto profondamente personale in un album sorprendentemente ricco e variegato. Un dialogo che mette in luce non solo il ruolo della tecnologia, ma anche la sensibilità e l'esperienza di un autore che continua a guardare al rock progressivo come alla propria casa musicale. 1. Locked-In colpisce per l'elevata qualità della produzione. Quanto tempo hai dedicato alla ricerca del suono definitivo? Anch'io trovo la produzione davvero impressionante e posso dirlo con serenità, perché il 99% del merito è dell'intelligenza artificiale. Naturalmente avrei potuto modificarla e intervenire successi...