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Intervista ai DARKHOLD

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Tra l'impatto fisico del live, la ricerca del riff giusto e una concezione della musica che va oltre il semplice ascolto, i Darkhold raccontano la propria identità senza compromessi. Al centro del loro approccio c'è una visione del metal vissuta come esperienza collettiva, fatta di partecipazione, intensità e immedesimazione, ma anche di attenzione alla struttura dei brani e ai temi che li attraversano. Partendo da " Centuries of Purgatory ", il cantante Claudio Facheris ripercorre il processo creativo della band, riflette sul rapporto tra tradizione e nuove generazioni e rivendica con convinzione la scelta di restare nell'underground. Senza rinunciare, però, a nuovi obiettivi e alla voglia di continuare a imparare, anche condividendo il palco con i propri miti. 1. Quanto conta per i Darkhold l'impatto fisico della musica, quello che si percepisce soprattutto dal vivo, rispetto alla sua componente più atmosferica? Conta tantissimo, direi che è lo scopo finale ...

Intervista a DICK VAN DER HEIJDE

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Nell'intervista concessa a noi di HardHeavyCore, Dick van der Heijde si concentra sugli aspetti più strettamente musicali e produttivi di Locked-In . Dalla costruzione del sound all'impiego dell'intelligenza artificiale come strumento creativo, fino alle influenze che hanno plasmato la sua visione artistica, il musicista olandese racconta come sia riuscito a trasformare un progetto profondamente personale in un album sorprendentemente ricco e variegato. Un dialogo che mette in luce non solo il ruolo della tecnologia, ma anche la sensibilità e l'esperienza di un autore che continua a guardare al rock progressivo come alla propria casa musicale. 1. Locked-In colpisce per l'elevata qualità della produzione. Quanto tempo hai dedicato alla ricerca del suono definitivo? Anch'io trovo la produzione davvero impressionante e posso dirlo con serenità, perché il 99% del merito è dell'intelligenza artificiale. Naturalmente avrei potuto modificarla e intervenire successi...

Intervista agli ETHEREAL FLAMES

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Gli Ethereal Flames si raccontano in questa intervista approfondendo le radici del loro concept " Myths And Legends Of Our Land ", un lavoro profondamente legato al territorio marchigiano e alla tradizione popolare italiana. Tra atmosfere sinfoniche, riff di matrice heavy metal e un forte legame con la narrazione storica e folkloristica, la band ci guida dentro il processo creativo che ha dato vita al loro album d’esordio e anticipa alcuni dettagli sui lavori futuri. 1. "Myths And Legends Of Our Land" è un concept fortemente legato alle tradizioni marchigiane: da dove nasce questa idea? Ciao a tutti, "Myths And Legends Of Our Land" nasce da due nostre grandi passioni, la musica Metal e la nostra terra di origine. Per cui, quella di unirle quando abbiamo deciso di avviare il progetto ci è sembrata semplicemente la scelta più logica. 2. Quanto è stato importante valorizzare il patrimonio culturale della vostra terra attraverso il metal? Moltissimo, unire la ...

Intervista ai DEATH DIES

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In occasione dell’uscita di “Maledicti in Aeternvm”, abbiamo scambiato alcune battute con Demian De Saba per approfondire l’universo artistico dei Death Dies: tra mitologia, ritualità, introspezione e libertà interpretativa, emerge una visione autentica e profondamente radicata nella loro identità musicale. 1. Da dove nasce l'esigenza di inserire elementi mitologici nei vostri testi? Ciao e grazie per lo spazio che ci hai concesso. Diciamo che il cambiamento di tematiche, ma soprattutto di “stile” nel trattarle, è avvenuto già con l’entrata nella line-up del precedente cantante Viktor Flamel. Fino a quel momento dei testi me ne occupavo io ed erano piuttosto diretti, molto legati alla psicologia e a figure retoriche che attingevano dal quotidiano. Con Viktor prima e con Krom adesso, tutto ha acquistato uno spessore diverso, non necessariamente “migliore”, ma comunque più ricercato e collegato alla mitologia, proprio sulla scia degli studi e delle passioni dei due cantanti. Diventa ...

Intervista agli ENTROPY

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Gli Entropy tornano con “ Dark Signs ”, un album che segna una fase cruciale nel percorso della band: un lavoro intenso, maturo e profondamente personale, capace di fondere aggressività, tecnica e atmosfera in un equilibrio sempre più definito. Dietro ogni brano si percepisce una ricerca sonora accurata e una forte esigenza espressiva, sia dal punto di vista musicale che lirico. In questa intervista gli Entropy ci raccontano la genesi del disco, il significato del concept, il lavoro svolto in studio e le prospettive future, tra nuova consapevolezza artistica e voglia di portare “Dark Signs” sui palchi dal vivo. 1. “Dark Signs” sembra rappresentare un capitolo molto importante per gli Entropy. In che modo questo album fotografa l’identità attuale della band? “Dark Signs” è senz'altro un lavoro importante per la storia della band. Senza togliere nulla al nostro passato, perché siamo fieri di ogni cosa che abbiamo fatto, pensiamo che il nuovo album sia il nostro miglior lavoro e che ...

Intervista ai THE MUGSHOTS

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I The Mugshots sono una realtà unica nel panorama heavy: una band che ha costruito nel tempo un’identità solida, riconoscibile e aperta alla contaminazione, soprattutto grazie a collaborazioni di altissimo livello. Tra horror, industrial, metal e suggestioni dark, il loro percorso si distingue per una visione chiara e per la capacità di coinvolgere artisti internazionali senza mai perdere coerenza. In questa intervista ci raccontano proprio il dietro le quinte di queste collaborazioni e il loro approccio creativo. L'ultimo album, intitolato "Gloomy, Eerie And Weird" è stato recensito da noi a questo link . 1. Come scegliete gli artisti con cui collaborare? Da oltre trent’anni conduco trasmissioni radiofoniche intervistando artisti di calibro internazionale. Quando percepisco un feeling particolare con un artista che ho intervistato, gli chiedo se è interessato ad ascoltare la musica dei Mugshots. Se gli piace, gli propongo di collaborare. Non sempre la risposta è positiv...

Intervista agli AETHERNA

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Gli Aetherna tornano con “Evathor”, un lavoro che segna un’evoluzione importante nel percorso della band e ne ridefinisce in parte l’identità sonora ed emotiva. L’ingresso di Tamara Secci alla voce contribuisce in modo decisivo a questa trasformazione, portando nuova intensità e una maggiore coerenza espressiva all’interno di un concept che ruota attorno al dualismo tra luce e oscurità e alla complessità dell’interiorità umana. "Evathor" si sviluppa come un disco fortemente narrativo, in cui ogni brano diventa parte di un viaggio fatto di conflitti, riflessioni e contrasti emotivi. La band intreccia heavy metal, alternative e suggestioni progressive con naturalezza, dando vita a un suono moderno ma profondamente umano, costruito sull’equilibrio tra impatto e introspezione. In questa intervista, gli Aetherna ci guidano all’interno del processo creativo dietro il disco, tra scelte artistiche, visione concettuale e l’evoluzione del loro sound. 1.⁠ ⁠Evathor segna un nuovo capitol...

Intervista ai CYRAX

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Nel panorama metal contemporaneo, sempre più aperto alla contaminazione e alla ricerca di nuove forme espressive, i Cyrax si ritagliano uno spazio personale e ambizioso con il loro nuovo EP “ Aeneis: Libri I–IV ”. Un lavoro che affonda le radici nel progressive metal ma che si espande ben oltre i confini del genere, intrecciando elementi epici, teatrali e sperimentali in una narrazione sonora ispirata all’Eneide. L’EP si presenta come un vero e proprio viaggio musicale, dove ogni brano rappresenta un capitolo di un racconto più ampio, costruito attraverso strutture dinamiche, arrangiamenti stratificati e una forte attenzione all’atmosfera. Lontani da ogni approccio puramente virtuosistico, i Cyrax puntano a una scrittura che privilegia profondità emotiva e coerenza narrativa, dando vita a un’opera che si muove tra complessità tecnica e immediatezza espressiva. Per approfondire la genesi di “Aeneis: Libri I–IV”, il processo compositivo e la visione artistica della band, abbiamo parlato ...

Intervista ai NODE

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Con oltre trent’anni di carriera alle spalle, i Node rimangono uno dei punti di riferimento del metal estremo italiano. Con l’uscita di " Canto VII ", la band conferma la propria capacità di evolversi senza tradire le radici, unendo tecnica, aggressività e songwriting con sorprendente naturalezza. Abbiamo incontrato i Node per parlare del nuovo album, delle atmosfere evocative dei brani, e di cosa significhi ancora oggi fare musica intensa e autentica. 1. "Canto VII" arriva dopo trent’anni di storia dei Node. Quando avete iniziato a lavorare al disco, avevate la sensazione di dover dimostrare ancora qualcosa oppure vi siete mossi con totale libertà? La libertà di movimento è sempre stata una prerogativa della mia band. Conscio del fatto che, dopo 30 anni, i Node non abbiano nulla da dimostrare a nessuno, siamo qui e intendiamo rimanerci ancora per un bel po’, con molte cose da dire. Infatti, stiamo completando proprio in questi giorni le preproduzioni del suo succes...