Intervista ai PATH OF SORROW


I Path Of Sorrow hanno realizzato un secondo album coi fiocchi, debitore della scena melodic death metal svedese degli anni Novanta, ma sicuramente un disco di spessore, un concept legato alle paure umane ed esposte in un vero museo dell'orrore! Ne Parliamo con Roberto Crisci, il bassista. Buona lettura.
PS: leggete la nostra recensione di "Horror Museum" a questo link!


01. Ciao, per noi è un piacere ospitarti. Iniziamo facendo un bilancio della vostra carriera...Insomma, come valuti il percorso fatto dalla band finora, sia artisticamente che come pareri del pubblico.
Ciao! Il piacere è tutto nostro perchè siamo sempre grati alle persone che supportano l'underground dando spazio a band come la nostra. Il “sentiero” dei Path Of Sorrow fatto finora ci ha regalato gioie e dolori, ma se andiamo a tirare le somme è estremamente positivo. Come dico sempre questa musica ci ha regalato un sacco di AMICI sia musicisti che semplici ascoltatori che ci hanno sostenuto e donato tutto l'entusiasmo che ci fa andare avanti per regalare nuove composizione. Ovunque abbiamo suonato il pubblico ci ha apprezzato e questo ti fa passare la stanchezza per il viaggio o gli “scazzi “ per i problemi tecnici. Se poi metti in conto che abbiamo diviso il palco anche con artisti che amiamo da anni o abbiamo visto nascere band che potrebbero essere il futuro del metal , non possiamo che essere entusiasti!

02. Descrivi con tue parole il vostro nuovo album e spiega cosa vuol dire il titolo "Horror Museum".
"Horror Museum" è un viaggio nelle paure che nascondiamo nella nostra psiche manifestate nelle sale di questo introspettivo “museo degli orrori”. Ogni brano descrive la manifestazione metafisica di una nostra paura mentale ,dal mostrare il nostro vero volto sotto la maschera che indossiamo per farci accettare ("My Mask"), fino al terrore profondo della catastrofe che potrebbe arrivare dall'”esterno”("The Great Old One Rises"). Questo disco è da ascoltare e esplorare, magari con il testo davanti, per coglierne tutti i substrati, sono e siamo sicuri che ognuno dei fruitori troverà una sfaccettatura diversa , proprio come i quadri o le opere di un vero museo.

03. Parliamo di come componete di solito e come si arriva al completamento di un vostro brano.
La composizione è un processo particolare, di solito Carl ( Gabry) arriva con delle idee che io gli “cazzio” in parte ( avremmo potuto pubblicare 3 dischi con quello che abbiamo scartato), perchè lui è folle e sta a me di solito “pathizzare” i brani dandogli un impronta riconoscibile, in questo mi aiuta Caesar che è un chitarrista che vive nel death metal a 360° . una volta che la struttura è imbastita cerchiamo di capire cosa ci ispira e diamo un argomento/titolo al brano, da li Mat si immerge e scrive il testo. È un lavoro che ci fa immedesimare nelle composizioni e da coerenza tra musica e testo, anche se richiede più tempo.

04. Parliamo dell'Italia metal e "alternativa". Stiamo riuscendo ad uscire completamente dall'underground secondo te?
Assolutamente si! Paghiamo lo scotto di anni in cui, se pur bravi, eravamo svogliati e vivevamo il metal in modo poco professionale. Ora le cose sono diverse, Band come Lacuna Coil, Fleshgod Apocalypse o Wind Rose, Rhapsody, ci hanno mostrato al grande pubblico, rendendo visibile il grande lavoro fatto nell'underground da grandissime band come Necrodeath e Sadist o Labyrinth e Vision Divine (band a cui siamo legati da profonda amicizia) e molte altre. In Italia stiamo “diventando grandi” e lo dimostra anche la partecipazione di molte formazioni italiane a festival internazionali o alcuni dei nostri musicisti che entrano in band di livello europeo. Abbiamo finalmente imparato a curare tutti gli aspetti della musica , dalla composizione al spettacolo sul palco, dalla produzione alla promozione. e questo favorisce anche e sopratutto le band “piccole” che hanno più opportunità di farsi scoprire.

05. Quali sono le band che più hanno influenzato i Path Of Sorrow e ancora lo fanno?
Noi siamo fin dall'inizio figli di quel Goteborg sound anni 90 quindi su tutti citiamo At The Gates, In Flames e Dark Tranquillity, senza dimenticare Dissection e Hypocrisy. Ma a queste influenze abbiamo dato un impronta nostra , tra le sfumature delle composizioni potrai sentire echi del Thrash più oscuro di Testament e Kreator o richiami a Decapitated, Behemoth o Morbid Angel . Carl e la Titti ,che sono più giovani, citano spesso Revocation o Veil Of Maya. Molte teste, molte influenze, per questo non troverai mai un brano simile all'altro nel disco.

06. Quali sono state le più grandi gioie per te in ambito artistico e quali i momenti più negativi? Magari estendi il discorso a tutta la band se puoi.
6) Roby: Tra le gioie più grandi direi suonare con band che ascoltavo da 20 e più anni e scoprire quanto questi musicisti sanno essere “umili”, ma anche il supporto che ci hanno dato le persone dopo uno dei momenti più brutti della nostra storia , quando siamo stati derubati della strumentazione a Roma. Se devo parlare di gioie personali citerei le serate a favore dell'AIRC in memoria di mio fratello in cui siamo riusciti a raccoglie cifre considerevoli per la ricerca contro il cancro e vedere tutte quelle persone ascoltare Death Metal per una buona causa mi ha riempito il cuore di gioia.


07. Avete già fatto o farete dei concerti nell'immediato per supportare "Horror Museum"?
Sì un paio di concerti tra il release party e una serata inaspettata. Stiamo programmando le esibizioni per questo 2026 e per ora di ufficiale c'è solo il Metal Injection allo Slaughter di Paderno Dugnano il 28 febbraio con Genus Ordini Dei, gli amici The Modern Age Slavery e Ulvedhar, i Never Obey Again e gli Spiritual Deception. Vi garantisco che sarà una serata da non perdere!

08. Cosa prevedi per la band per il 2026?
Spero di calcare più palchi possibile per portare a tanta gente il nostro spettacolo perchè siamo sicuri di regalare qualche bel momento dal palco, e poi ho voglia di incontrare vecchi e nuovi amici, perchè alla fine si va in giro a suonare per questo!

09. Abbiamo finito, i saluti finali a te!
Ancora grazie di cuore per il supporto alle band underground e per lo spazio concesso. Spero realmente di aver incuriosito voi e i lettori perchè la curiosità spinge la gente a sentire e magari a venire a vedere chi porta avanti il metal nonostante tutte le difficoltà! Grazie e citando il nostro amico Trevor “in alto il nostro saluto”.




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