INFECTION CODE "De Reptilium Arcanis" (Recensione)

Full-length, Nadir Music
(2026)

Gli Infection Code continuano a dimostrare di essere una delle realtà più solide e prolifiche del metal estremo italiano. "De Reptilium Arcanis" conferma il percorso intrapreso negli ultimi lavori: un death/thrash muscolare, arricchito da inserti industrial, suonato con precisione chirurgica e sostenuto da una produzione potente e nitida. È un disco breve, intenso e senza riempitivi, capace di colpire fin dal primo ascolto grazie a un songwriting compatto e a una notevole cura degli arrangiamenti.

Proprio questa compattezza, però, rappresenta anche il principale limite del lavoro. I sei brani scorrono con efficacia, ma lasciano la sensazione che la band giochi spesso sul terreno che ormai conosce alla perfezione, senza prendersi il rischio di spingersi davvero oltre. La violenza sonora è impeccabile, ma a tratti diventa prevedibile: i riff funzionano, la sezione ritmica macina con autorità, eppure manca quel momento capace di sorprendere davvero l'ascoltatore. L'impressione è che gli Infection Code abbiano ormai raggiunto una formula estremamente efficace, ma anche fin troppo sicura. L'elemento industrial, che in passato contribuiva a rendere il gruppo immediatamente riconoscibile, qui rimane spesso sullo sfondo, mentre prevale un approccio più diretto e tradizionale. Una scelta che rende il disco accessibile agli amanti del death/thrash moderno, ma che rischia di sacrificare parte della personalità che aveva distinto la band nei capitoli precedenti.

Anche la durata lascia qualche perplessità. I ventinove minuti scorrono in un attimo e, se da un lato evitano qualsiasi calo di tensione, dall'altro fanno sembrare "De Reptilium Arcanis" più un'istantanea che un'opera pienamente sviluppata. Alcuni spunti meritavano probabilmente un approfondimento maggiore. Ciò non toglie che il disco sia di alto livello. La prestazione dei musicisti è ineccepibile, il growl di Gabriele Oltracqua resta convincente e credibile, mentre il ritorno di Massimo Accomero porta nuova energia alle chitarre. La produzione valorizza ogni dettaglio senza snaturare l'impatto della band, confermando la professionalità di un gruppo che oggi difficilmente sbaglia un'uscita.

In definitiva, "De Reptilium Arcanis" è un lavoro che soddisferà pienamente chi segue gli Infection Code e gli appassionati del metal estremo contemporaneo. Tuttavia, proprio perché il livello qualitativo è così elevato, è lecito aspettarsi qualcosa di più in termini di coraggio compositivo e capacità di rompere gli schemi. È un ottimo disco, forse persino troppo "perfetto" nella sua esecuzione, ma proprio questa perfezione rischia di limitarne il fattore sorpresa.

Un album più che buono, potente e curato in ogni dettaglio, che conferma il valore degli Infection Code senza riuscire, però, a compiere quel salto creativo che potrebbe trasformare un ottimo lavoro in un disco davvero memorabile.

Recensione a cura di Checco 78
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Pater Serpentium
2. Mater Vermium
3. False Messiah Squad
4. Fermi Paradox – The Nameless Mist
5. World Eating Queen
6. King Among Insects

Line-up:
Riky Porzio - Drums
Massimo Accornero - Guitars
Gabriele Oltracqua - Vocals
Andrea Rasore - Bass

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