DISCORDANCE "Viscere" (Recensione)


Full-length, Great Dane Records
(2026)

I Discordance arrivano con "Viscere" in un momento chiave della loro storia. La band di Ferrara non è nuova a cambi di direzione: nata nel 2008 su coordinate brutal death metal, nel tempo ha progressivamente spostato il proprio baricentro verso una scrittura più ampia e strutturata, già evidente nei lavori "In The Shadow Of Leaves" e "Vertex". Questo nuovo EP conferma in modo netto quella traiettoria, ma lo fa con più consapevolezza e una identità ormai definita.

"Viscere" non è un lavoro costruito per colpire al primo passaggio. È un EP che punta tutto sulla continuità del flusso sonoro e sulla coerenza interna. I brani sono scritti come un unico percorso, dove la distinzione tra parte strumentale e lirica tende a sfumare. L’uso esclusivo dell’italiano nei testi non è un dettaglio estetico: cambia completamente il modo in cui il materiale viene percepito, rendendo la componente vocale più diretta, più concreta e meno filtrata rispetto a molte produzioni estreme contemporanee. Dal punto di vista musicale, i Discordance costruiscono un sound compatto, pesante e controllato. Le radici death metal sono ancora presenti nella struttura e nell’impatto, ma vengono rielaborate in una forma più ragionata, dove il groove, le aperture atmosferiche e i cambi dinamici hanno un peso maggiore rispetto alla pura velocità. Il risultato è un lavoro che non cerca di essere estremo in senso tradizionale, ma di essere pesante nella costruzione e nella pressione costante.

La scrittura dei brani è chiara: niente sovrastrutture inutili, niente tecnica fine a sé stessa. Ogni sezione ha una funzione precisa dentro il flusso generale. La band lavora molto sulle transizioni, che diventano il vero punto di forza dell’EP. I passaggi tra momenti più serrati e aperture più lente non spezzano mai l’insieme, ma lo tengono sempre in movimento. Un ruolo importante lo giocano le bonus track, in particolare "Unborn Disease". Qui i Discordance recuperano una vena più aggressiva e diretta, più vicina alle origini brutal death del progetto. Il contrasto con il resto dell’EP non crea discontinuità, ma amplia il quadro generale. È il punto in cui la band si concede meno controllo e più impatto immediato, dimostrando che la componente più estrema non è stata abbandonata, ma rielaborata.

A livello di impatto complessivo, "Viscere" funziona perché è un lavoro coerente con la fase attuale della band. Non tenta di dimostrare versatilità a tutti i costi, non inserisce elementi estranei per cercare apertura stilistica, ma porta avanti una direzione precisa. Il suono è pesante, stratificato quanto basta, e soprattutto costruito per reggere l’ascolto ripetuto. Rispetto alle precedenti uscite, qui emerge una maggiore maturità nella gestione delle dinamiche. La band non punta più solo sull’impatto frontale, ma su una pressione più costante e meno prevedibile. Anche la scelta di mantenere una scrittura più asciutta e focalizzata aiuta il disco a risultare più efficace nel suo insieme.

"Viscere" si colloca quindi come un passaggio importante nella discografia dei Discordance. Non un semplice aggiornamento stilistico, ma una conferma di direzione: meno frammentazione, più controllo, più identità. Un EP che mostra una band pienamente dentro la propria evoluzione, senza indecisioni o compromessi.

Recensore: Mirco Innocenti

Tracklist:
1. Notte 
2. Bellezza 
3. Abisso
4. Entità
5. Stelle 
6. Severing the Veins of Iniquity (Bonus Track)
7. Anecdoten of Voracity (Bonus Track) 
8. By the River of Dissection (Bonus Track) 
9. Exceptionally Bilocated (Bonus Track) 
10. Multiple Orgasm (Bonus Track)

Line-up:
Zeno Zucchelli - Bass
Gibo - Guitars
Oxe - Vocals
Francesco Benvenuti - Drums

Links:
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